Caffè o non caffè? Questo è il problema
La caffeina rappresenta la vostra raison d’étre?

Nessuno demonizzerà mai il caffè, parliamoci chiaramente. La risposta non risiede quasi mai nell’allontanamento totale di una sostanza, a meno di condizioni patologiche particolari. Il punto è, come sempre, la consapevolezza. La caffeina rappresenta la vostra raison d’étre? Non potete fare a meno di un caffè per portare a compimento la giornata? Allora c’è qualcosa che non va.

Così come la necessità di bere bevande frizzantine dal dubbio gusto per dissetarsi è sintomo di un disturbo del senso di sete, dobbiamo renderci conto che l’essere energici e vitali dovrebbe essere una prerogativa naturale del nostro corpo e non un lusso da concederci solo tramite l’utilizzo di sostanze esterne.

Quando ci rendiamo conto di passare un periodo particolarmente stressante, l’uso (e l’abuso) di caffeina spesso possono garantirci di “portare a casa il risultato”, ma dobbiamo stare molto attenti: è importante ciclizzare questi periodi in modo da ottenere un buon periodo di riposo, in seguito. Capisco bene che consigliare a tutti di vivere secondo ritmi prestabiliti è ormai ridicolo, dati gli orari lavorativi cui siamo sottoposti. Tuttavia, capisco anche che spesso è un atteggiamento di deresponsabilizzazione il delegare agli altri la responsabilità del nostro malessere.

“E colpa del lavoro”, “è colpa del mio capo” sono frasi che tornano spesso in ambulatorio e che però lasciano il tempo che trovano. Sicuramente ci sono periodi stressanti, ma nessuno pretende o può pretendere da voi che siate superuomini 7 giorni su 7, dato che abbiamo la fortuna di vivere in un paese civilizzato.

Quando assumerla?

Una norma genericamente efficace per tutti è quello di interrompere il consumo di caffeina dopo le 14:00 del pomeriggio. Ci sono altre strategie per assicurarsi una buona produttività dopo quest’orario, ma intanto diamo per buona la regola dell’interruzione del consumo di caffè. Se siete affezionati al valore sociale del gesto, nulla vieta di prendere un decaffeinato in compagnia. Anche i metabolizzatori veloci, che dormono pur assumendo quantità di caffè a ridosso dell’orario notturno, dovrebbero attenersi a questa regola. Infatti, la mancanza di effetti collaterali come l’insonnia – ed anzi la qualità del sonno migliorata (spesso riportata da questi soggetti!) sono effetti collaterali da dipendenza. Non ha senso nemmeno a livello intuitivo dipendere dal caffè per una qualità del sonno migliorata.

Perché così presto? La caffeina ha una lunga emivita, tra le 6 e le 8 ore. Ciò significa che possono essere necessarie fino a otto ore per metabolizzare tutta la caffeina presente nel vostro corpo.

Le due del pomeriggio potrebbero essere un tempo limite per aiutarvi ad essere in grado di addormentarvi entro le 10:30 di sera. Ricordate l’accumulo di adenosina citato nel precedente articolo?

Nel prossimo articolo esploreremo gli effetti della dipendenza e della tolleranza aumentata alla caffeina.

Have a good performance coffee!